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EUROPEI, IL SOGNO DI MAURO

EUROPEI, IL SOGNO DI MAURO

Il 6 giugno esce nei cinema L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza, la storia di un bambino nel Brasile della coppa del mondo del 1970

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30/05/2008, Stefania Leo

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza è la favola ideale da guardare in questa vigilia da Campionato degli Europei di calcio. Distribuito da Lucky Red, la storia di Mauro nel Brasile del 1970, tutto coppa del mondo e dittatura, è un film che fa riflettere e sognare.

 

Su questo tavolo Mauro (Michael Joelsas, per la prima volta sullo schermo), sta giocando a calcio con le sue placche e i suoi bottoni. Siamo nel Brasile del 1970: c’è grande aspettativa per i Mondiali e tanta paura per la dittatura, sempre più repressiva e violenta. Bia (Simone Spoladore) e Daniel (Eduardo Moreira) sono costretti a fuggire e decidono di affidare Mauro a nonno Motel (Paulo Autran), con una bugia e una promessa: “i tuoi genitori sono in vacanza” e “torneremo per la Coppa”. Ma nonno Motel, puntuale come sempre, muore prima di poter accogliere il nipote iroso e perduto in una situazione che non riesce a comprendere. Sarà Shlomo, burbero ebreo polacco, ad occuparsi di lui come se fosse un piccolo Mosé. Mauro passa le giornate ad attendere i suoi genitori e a guardare il brasile avvicinarsi sempre di più alla coppa del mondo. Impara a vivere una quotidianità, pur rimanendo nella sua area di rigore, scrutando le strade in attesa del maggiolino blu che possa riportarlo a casa. Insieme ai bambini del quartiere, cresce, riceve una prima educazione sentimentale e sociale. Impara a stare con gli altri e, per qualche momento, il suo sorriso si fa sereno. Quando la coppa del mondo arriva, Mauro è lontano da quel momento come non mai: a modo suo, vincerà la sua partita.

 

Lo sguardo cinematografico di Cao Hamburger è discreto. Sta dietro i suoi protagonisti con fare riservato, poco illuminato, lasciando emergere i dettagli in un gioco di campo e controcampo molto suggestivo. L’interpretazione del piccolo Michael Joelsas fa pensare ad un Gael Garcìa Bernal in mignatura che, con la luce dei suoi occhi, riesce a passare dal più truce furore alla più pura gioia. Il lavoro degli attori scelti da Hamburger è intenso e allo stesso tempo contenuto, rispettosi per la delicatezza di una storia girata in 105 minuti di pellicola, veloci come la pianta di un piede sul pallone durante una veronica. L’urgenza della vita – le corse dei bambini, il bar e la sensuale bellezza di Irene (Liliana Castro), la magia di trovare il sogno della propria vita nelle mani di un portiere nero – catturano l’angoscia di Mauro per qualche momento in ogni giornata dall’abbandono dei genitori sulla soglia di casa di nonno Motel. E Mauro impara a vivere: trema di freddo e di fame, impara a prendersi cura di sé. Il calcio è la metafora con cui Cao Hamburger lascia progredire la vita di Mauro in parallelo alla disfatta della democrazia e della sua famiglia.

 

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

Regia: Cao Hamburger

Cast: Michael Joelsas, Daniela Piepszyk, Germano Haiut, Paulo Autran, Caio Blat, Simone Spoladore

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 105’

Uscita: 6 giugno

 

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L'anno in cui i miei genitori andarono in vacazna: vivacinema.it http://www.vivacinema.it/articolo/lanno-in-cui-i-miei-genitori-andarono-in-vacanza-trailer-e-locandina/3192/

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