A Venezia succede davvero di tutto. Tanti nomi noti, tante facce, tante attese, tanti fan, tanto cinema. In questi ultimi giorni ci sono stati sbarchi programmati o del tutto inattesi, film applauditi e film contestati, pubblico in delirio o pubblico perplesso. E’ questo il bello del festival.
Così capita sempre più spesso che gli attori arrivino al festival per presentare il film e parlare di tante cose extra-cinematografiche. Per esempio la politica. Qualche giorno fa Anne Hathaway è arrivata in laguna per presentare il suo Rachel getting married , il suo primo vero film impegnato in cui interpreta una tossicodipendente, e ne ha approfittato per dare uno sguardo alla politica americana. Lei è per Barack Obama, è in lui che vede la speranza per un futuro migliore, pronunciando queste parole con un fascino da grande star. Che dire, la buffa Emily-Andrea de Il diavolo veste Prada è davvero cresciuta. La politica per Adriano Celentano è invece qualcosa da disprezzare, dato che ha approfittato della presentazione del restauro del suo Yuppy-Du, per sparare a zero contro destra e sinistra indistintamente. E come potremmo biasimarlo? Però poi ci voltiamo, osserviamo un’intervista e soprattutto una piacevole intervistata. E Maria Grazia Cucinotta, accorsa a ritirare un premio per il suo impegno benefico e i suoi aiuti umanitari. Non sarà forse invidiosa della collega Valeria Marini? La Valeriona nazionale ha infatti appena concluso un party di beneficenza, per l’appunto.
Ma Venezia non è solo bellezza, feste, mondanità, politica, abiti eleganti. E’ anche qualcosa che sa stupirti, come il quartetto di non più giovanissime che ha preso la gondola per presentare un film italiano: Pranzo di ferragosto diretto da Gianni de Gregorio (già collaboratore di Matteo Garrone in Gomorra). E queste splendide signore dagli 85 ai 93 anni hanno saputo conquistare davvero tutti, con la loro ironia e la loro spontaneità, non essendo attrici professioniste, ma donne scritturate giusto in un centro anziani. Quantomeno un diversivo rispetto alla classica partita a poker.
E ora che manca pochissimo alla fine del Festival, al nome del vincitore, e al brindisi finale, noi ci godiamo questi ultimi momenti, guardando con gioia a questa bellissima edizione del Leone D’Oro.
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