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ALITALIA, PRONTA A DECOLLARE?

ALITALIA, PRONTA A DECOLLARE?

Dubbi sulla strategia approntata per il salvataggio delle compagnia

29/08/2008, Stefano Rita

Non riscuote grande successo fra gli analisti il piano del governo per rilanciare Alitalia. In pratica la compagnia si scinde in due piu' piccole, una sana ed un'altra che si accolla tutti i debiti. Debiti che in ogni caso pagheremo, ancora una volta, noi contribuenti. Per di più, sembra ci sia già dimenticati del mega ''prestito ponte'' concesso dallo Stato all'azienda pochi mesi fa e che, nonostante quanto detto allora, probabilmente non verrà mai ripagato. Ma andiamo a guardare alla nascente azienda ''sana'', guidata dall'imprenditore di sinistra Roberto Colaninno. La compagnia ridurra' drasticamente le rotte lunghe per concentrarsi su quelle nazionali o a medio raggio, ma nonostante cio' avra' certamente bisogno di stringere una "alleanza" con un importante vettore europeo, probabilmente Air France o Lufthanza. In questo modo, la presunta tutela della "italianità" della compagnia si rivela come un proclama politico privo di sostanza.
Resta da stabilire dove "sistemare" i tanti dipendenti in esubero.
 
Siamo troppo acidi? Probabilmente sì, ma la compagnia aerea di bandiera ha già dissanguato a lungo le casse pubbliche e pensare che stia continuando a farlo suscita indignazione. Del resto, se non si vuole far fallire Alitalia (o come si chiamerà adesso) pare che al momento non ci siano altre strade. Purtroppo non si può tornare indietro e cancellare gli errori e le gestioni sbagliate degli anni passati.


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