Oppure i dipendenti pubblici sono diventati improvvisamentre piu' sani. Eh gia', deve essere giusta proprio questa seconda ipotesi... perche' dobbiamo sempre pensar male...?
Ci appare sbagliato, tuttavia, parlare di ''linea dura''. Per noi come per chiunque lavori in settori privati fortemente competitivi, magari alle prese con contratti piu' che precari ed in ogni caso impegnati ogni giorno nel raggiungimento di risultati, si tratta semmai di un avvicinamento al mondo reale. Anzi, per quanto ne sappiamo, rimangono ancora ampi settori in cui si ''vivacchia'' sapendo che tanto ''non ci caccia nessuno''. E per di piu', chi ha ottenuto quel posto lo ha fatto spesso (forse nella maggioranza dei casi) grazie ad una ''conoscenza'' e non per merito.
Detto questo, aggiungiamo che sappiamo bene come tanti dipendenti pubblici facciano da sempre bene il loro lavoro e non vorremmo che la sacrosanta battaglia del ministro si trasformi in una caccia alle streghe che colpisca anche chi ha la sfortuna di ammalarsi (davvero) o avere problemi di qualsiasi altra natura proprio in questo periodo di massima attenzione. Speriamo, quindi, che si intervenga con intelligenza e, al tempo stesso, che la fermezza non si esaurisca in pochi mesi, ma che diventi una prassi. In modo da premiare, nel tempo, le persone corrette.
E fa molto male chi nell'opposizione si schiera contro le misure adottate da Brunetta, confermando l'opinione che una certa sinistra ed un certo modo di concepire il sindacato servano soltanto a difendere, appunto, i ''fannulloni'' (del settore pubblico o privato), non ottenendo maggiore uguaglianza (come viene sbandierato), ma al contrario, ingiustizia e privilegio.
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