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FINI LASCIA LA PRESIDENZA DI AN

FINI LASCIA LA PRESIDENZA DI AN

Il leader, ora Presidente della Camera, affida la reggenza del partito a La Russa

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12/05/2008, Stefano Rita

L'assemblea nazionale di An, a Roma, ha celebrato l'ultimo discorso di Gianfranco Fini da presidente del partito, carica che lascia per assumere quella di Presidente della Camera. Per lui e per An, l'ascesa sullo scranno più alto di Montecitorio è un risultato storico e lo stesso Fini lo dice chiaramente: "E' stato detto ed è vero - afferma - che con la mia elezione alla presidenza di Montecitorio finisce il dopoguerra, ma quello che è accaduto è per noi qualcosa di maggiore e di diverso. Per noi è anche l'ultimo atto di un'intuizione politico-culturale che è stata alla base della svolta di Fiuggi. Rileggetevi quelle pagine. Il nostro obiettivo, e lo abbiamo centrato, era di mostrare che con il consenso degli elettori saremmo riusciti a far venire meno la nostra minorità. Per noi - dice ancora Fini - non è solo finito il dopoguerra. Abbiamo anche ricomposto una frattura, superato un fossato, non siamo più figli di un dio minore, abbiamo riportato la destra ad essere centrale".

Non lo si può negare. Il percorso non è stato semplice, ma Fini, da 21 anni alla guida di An, ha raggiunto il suo obiettivo. Ha "sdoganato" l'ex-Msi portandolo prima al governo ed ora, tramite lui, alla terza carica dello Stato. Tuttavia molti (avversari o appartenenti al popolo di An) obiettano che per arrivare lì, Fini ed i suoi si sono "abbassati" a meri gregari di Silvio Berlusconi. Ma loro non ci stanno ed è proprio questo il nodo centrale, oggi, per la base come per i quadri dirigenziali del partito: il futuro è il Popolo delle Libertà, ma An non ha nessuna intenzione di giocare il ruolo di una provincia annessa all' "impero" di Forza Italia. La destra - dicono - farà sentire il suo peso all'interno del nuovo soggetto politico. Lo affermano a gran voce La Russa, il quale accettando la reggenza dice che Fini rimane comunque il "capo", e Matteoli. Tutti gli altri annuiscono convinti.

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