Il presidente del Consiglio ha incontrato i senatori del Pdl per ringraziarli. Nessuna remora - potranno dire gli oppositori - nel mostrare come il cosidetto Lodo Alfano era urgente perche' lo interessava in prima persona e non per una generica ''giustezza'' del provvedimento. L'assise di Palazzo Madama ha infatti approvato la norma che pone uno scudo di fronte alla giustizia per le quattro piu' alte cariche dello Stato. Silvio Berlusconi avrebbe dichiarato ai senatori della maggioranza che finalmente i giudici non potranno piu' perseguitarlo e che il sabato potra' dedicarlo a lavorare per il Paese e non con i suoi avvocati.
Ormai, in una larga fetta dell'opposizione si respira un'aria di rassegnazione nei confronti di questa legge, anche perche' - dicono - si e' rischiato di avere una norma ben piu' inaccettabile, quella detta blocca-processi. Il silenzio regna soprattutto fra le fila del Pd. L'Udc di Casini, del resto, e' praticamente in stato di coma. Chi continua a lamentarsi sono Antonio Di Pietro e L'Unita'. Il quotidiano pubblica un editoriale del direttore Antonio Padellaro critico nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha firmato il provvedimento senza battere ciglio.
Ma sono voci nel deserto. La ''locomotiva'' Berlusconi e' in piena corsa. Con i ''suoi'' senatori il presidente si mostra allegro e si lascia andare alle battute. E' singolare il fatto che queste scene accadano proprio a Palazzo Madama. Il Senato, infatti, e' il protagonista di un interessante articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, in cui si denuncia che le spese per mantenere questo ramo del Parlamento, invece che diminuire in conseguenza della drastica riduzione dei gruppi parlamentari, sono ulteriormente aumentate.
Nella foto, il presidente del Senato, Renato Schifani
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