Al via l'impiego di 3000 militari nelle citta': la prima ad adottare l'accordo e' stata Brescia, mentre oggi sara' la volta di Roma.
Così, domani Roberto Maroni e Ignazio La Russa, Ministri dell'Interno e della Difesa, si incontreranno per firmare l'adozione del piano d'impiego del personale delle forze armate, sempre affiancato dal personale delle forze dell'ordine, i cui dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista al termine dell'incontro.
L'esperimento, ha spiegato nei giorni scorsi il ministro Ignazio La Russa che durera' un semestre con la possibilita' di una sola proroga per lo stesso periodo di tempo.
Una riforma con approccio federalista: ai prefetti e ai comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza spetterà il compito di individuare i luoghi delle citta' da presidiare. Un modello, quello del patto per Brescia Sicura, da non imporre, ma da variare da citta' in citta', da Regione in Regione, secondo quanto dichiarato dai ministri.
A definire 'sbagliata e propagandistica' la misura sono stati subito sia Walter Veltroni, sia Antonio Di Pietro, ma non meno critica e' apparsa una realta' come l'Associazione dei Funzionari di Polizia (Anfp), che ha etichettato l'utilizzo dei soldati per l'ordine pubblico come una mera 'operazione di facciata'.
Cosa che tra l'altro e' stata confermata dallo stesso La Russa auspicando che 'soprattutto nelle citta' metropolitane e nelle citta' piu' popolate, siano visibili le pattuglie di polizia, di carabinieri e anche uomini delle forze armate per dare una migliore sicurezza'. O apparenza di sicurezza.
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