Tra i binari della nuova stazione Bundestag, a Berlino, un classico della lirica: il Flauto Magico di Mozart rivisitato in versione post moderna dal regista Christoph Hagel.
Contrasto d'eccellenza questo tra l'orchestra dei Berliner Symphoniker, il coro il Karl-Forster-Chor, i solisti quasi tutti di origini tedesche e i passeggeri indaffarati della metro - più che altro abituati ad improvvisati musicisti - per i quali lo spettacolo viene rappresentato già dal 26 aprile scorso, al 25 maggio, con cadenza quasi giornaliera. La stazione diventa così il regno della luce e del buio. Hagel rappresenta l'ignoto e la freddezza dei tunnel e dei binari come il lontano mondo del fantastico ed inscena qui il suo regno della notte e il suo regno della luce.
Tutti i personaggi del Flauto magico rappresentano una miscela di umanità varia quasi quanto quella che è possibile trovare in un luogo affollato e di passaggio come la metropolitana. E la versione punk che Hagel propone costituisce una rappresentazione di sicuro impatto per il pubblico dei trasporti berlinesi: Papageno cantante rock, Monostatos poliziotto che scopre Pamina senza biglietto né documenti. La Regina della Notte, Sarastro e gli altri del seguito sono tutti dipendenti dei trasporti comunali berlinesi Bvg.
La vera stazione fa sì da sfondo alla scena, ma è in realtà la vera star di questa produzione.
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