ROMA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Campagna acquisti sbagliata e tanti infortuni ma Spalletti cerca la riscossa in Champions
Supercoppa italiana persa contro l'Inter, un inizio di campionato a dir poco disastroso con un solo punto nelle prime due partite. La Roma di Spalletti sembra avere un paio di banane nel tubo di scappamento, ma cosa ancor più preoccupante pare aver smarrito quella brillantezza che aveva contraddistinto i giallorossi negli ultimi tre anni. Certo, la caterva di infortuni ha ridotto all’osso le opzioni del tecnico, ma l’ultima campagna acquisti ha comunque lasciato molti interrogativi irrisolti…
L’ARIETE CHE NON C’E’ Lo ribadiamo ancora una volta: senza una prima punta di peso in Serie A e in Europa non si va da nessuna parte! Non che Totti non sia una garanzia, ma il capitano oramai ha un’ età, e acciacchi e infortuni non gli consentiranno di certo di disputare tutte le partite da qui alla fine della stagione. C’è Vucinic, ma il montenegrino non è in grado di far reparto da solo. E allora la domanda sorge spontanea: perché spendere circa 60 miliardi delle vecchie lire per Baptista e Menez invece di buttarsi a capofitto su un ariete offensivo? Una decina di mezze punte e mezz’ali in rosa, ma del ‘pennellone’ nemmeno l’ombra! A Palermo il titolare era Okaka, sostituito nella seconda frazione da Montella…
DUBBI IN DIFESA E ancora: perché non rinnovare il contratto a Ferrari se poi ci si ritrova con Loria a comandare la retroguardia? L’ex difensore del Siena è buon giocatore, ma Ferrari offriva sicuramente più garanzie e sicurezza al reparto. Senza Mexes e Juan dietro si sbanda troppo, e i sostituti non si sono dimostrati all’altezza della situazione. E se non si può fare affidamento sulla panchina durante una stagione che prevede in media circa due partite a settimana… allora si che la situazione è preoccupante.
Stasera sfida contro i romeni del Cluj. Vietato sbagliare!
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